18 marzo 2013

Storia e tappe delle pensioni, dalla nascita al periodo fascista

Il sistema italiano della previdenza sociale nacque nel 1898 con la costituzione della "Cassa Nazionale di Previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai"; era un assicurazione facoltativa e volontaria, finanziata prevalentemente dai contributi versati dai lavoratori, e, in maniera minore, dallo stato italiano e da datori di lavoro o altre persone. Gli iscritti ricevevano una rendita vitalizia al raggiungimento dei 60 o 65 anni, oppure nel caso fossero diventati inabili al lavoro.

Non essendo obbligatoria, nei primi anni riscosse un consenso molto limitato, per cui gli enti governativi furono costretti a introdurre l'obbligatorietà prima per i dipendenti pubblici, nel 1904, poi per i ferrovieri, nel 1910. Fu poi estesa a tutte le categorie lavorative nel 1919, quando nacque la "Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali", ovvero la CNAS, sotto il governo Orlando, che assicurava pensioni di vecchiaia e di invalidità.

Nel 1924 fu costituito l'antenato del TFR (Trattamento di fine rapporto), cioè un'indennità da concedere, in questo caso, solamente al lavoratore licenziato.

Nel marzo 1933 il governo fascista guidato da Benito Mussolini modificò il nome della "Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali" in "Istituto nazionale fascista per la previdenza sociale", il famoso INPS; adesso oltre alla parte dedicata alla vecchiaia e all'invalidità, sono presenti anche i sussidi in caso di disoccupazione, di "malattia professionale", di tubercolosi e di maternità, seppur in una forma primordiale.

Nel 1935 l'intera normativa pensionistica venne unificata in un unico decreto legislativo, che resterà un punto di riferimento fino ai giorni nostri. Una novità introdotta da Mussolini fu l'istituzione, nell'aprile 1939, della pensione di reversibilità, cioè la parte della pensione spettante ad uno dei due coniugi alla morte dell'altro, molto importante viste le centinaia di migliaia di vittime causate dalla seconda guerra mondiale alla quale l'Italia prese parte per volere di Mussolini. Sempre nel 1939 i limiti di età per andare in pensione vennero fissati a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne.

Nel 1942 l'indennità in caso di licenziamento, introdotta nel 1924, venne trasformata in indennità di anzianità da riconoscere al lavoratore in proporzione al salario e agli anni di servizio.



Alcune considerazioni finali:

Le pensioni di vecchiaia e invalidità hanno origini antiche e all'epoca di Mussolini erano già obbligatorie per tutti i lavoratori. Il duce si limitò a cambiare il nome della CNAS in INPS, a creare un unico testo legislativo pensionistico e a introdurre le pensioni di reversibilità, il TFR, i sussidi di disoccupazione e di maternità. Vorrei concludere ricordando che in Norvegia, nel 1936, senza bisogno di alcuna dittatura, fu approvata una legge che istituiva le pensioni di vecchiaia per tutti i cittadini.
Un elenco interminabile di norme e leggi sulla previdenza sociale furono aggiunte dopo la seconda guerra mondiale, con l'avvento dell'Italia repubblicana.



27 commenti:

  1. nonostante la storia molti insistono a dire che fù mussolini ad inventare la PENSIONE - COGLIONI Eliboll

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    1. Peccato solo che nel 1898 a 65 anni ci arrivassero in pochi, nel 1939, una generazione dopo, complice un maggiore benessere unito ad altre politiche sociali, arrivare a 60 anni fosse la norma...
      Ma a voi antifascisti si fa prima a metterlo in culo che in testa....

      Davide

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    2. wow, che commento pieno di intelligenza!

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    3. a 60 anni non ci arrivavano in tanti perchè il coglione li mandava a crepare per farsi l'impero(?)senza senso. meno male che non riuscendo a metterlo in testa al coglione e amici fascisti l'abbiamo messo in culo! GUERRIERO

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    4. e chi leha fatte le pensioni l'imps cosa è non è una cosa pensionistica

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  2. Bel post, chiaro e conciso. Peccato per i commenti inutili aggiunti successivamente!

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  3. come sempre le notizie non riescono ad essere razzionali...il difetto di molti è che devono aggiungere un commento personale che nessuno chiede.

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    1. a volte anche le zzeta non sono razzzzzionali

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    2. ....Parlo per tutti e per nessuno in particolare.Ma perché vi divertite ad usare termini offensivi quando riscontrate opinioni diverse.Nessuno nasce con la cosiddetta "scienza infusa?" Occorre un po di buona educazione ed un po di pazienza con chi la pensa diversamente o anche se dimostra un po di ignoranza nella materia che vuol trattare.Le idee e le affermazioni degli altri si possono e si devono contestare col ragionamento corroborato dalle buone forme,perché colui che vuole imporre le proprie a furia di epiteti come coglione,cretino,deficiente etcc ,da segno di impotenza nell'affermare le proprie ragioni dimostrando di essere soltanto ciò che pensa che gli altri siano. Portate argomenti e non offese rispettando le idee degli altri,anche se vi appaiono sbagliate.

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    3. Bravo,ottima lezione di civilta, anche se purtroppo inutile x certe zucche vuote

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  4. "complice un maggiore benessere unito ad altre politiche sociali, arrivare a 60 anni fosse la norma..."

    quetsa è davvero comica, infatti in tutto il resto del mondo l'età media si è alzata senza fascismo.

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    1. ad ogni buon conto amici,la pensione di reversibilità,l'assegno di maternità e l'indennità di disoccupazione li hanno introdotti il Duce,non scanniamoci per nulla,speriamo solo che i diritti civili acquisiti non ce li tolgano (come stanno già facendo gli ultimi governi dittatoriali di sx)....

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    2. analisi esatta, asettica, lucida e degna di stima

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  5. scusate avevo scritto LI HANNO INTRODOTTI...invece di ''LI HA INTRODOTTI''..cmq anche il tfr,che tanto fa gola al governo Renzi,fu introdotto dal Duce,tfr che se verrà scaglionato mensilmente sugli stipendi dei dipendenti,verrà tassato fino al 50%,derubando reiteratamente sempre e solo le classi più deboli del nostro paese...

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  6. a questo punto che dire amici...nessuna dittatura può considerarsi ''buona'',ma quella che stiamo vivendo da 5 anni a questa parte è la più subdola di tutte,specie se pensiamo che la stiamo vivendo in Europa nel 2014 e...sulla nostra pelle...
    MEGLIO UN DITTATORE CHE DONA DIGNITA' AL SUO POPOLO CHE UN DITTATORE CHE GLIE LA TOGLIE!!

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    1. Hai pienamente ragione

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  7. Meglio una democrazia seppur imperfetta ma migliorabile, che una qualsiasi dittatura !

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  8. Benito Mussolini ha fatto ciò che ha fatto da dittatore dichiarato,e x questo ne ha pagato le conseguenze.dietro i dittatori di oggi in Italia chi ce?? La dittatura che stiamo vivendo negli ultimiannichi possiamo incolpare??

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    1. Concordo

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    2. mai più dittatura, vorrei ricordavi quanto diceva Voltaire:" Darei la mia vita affinché tu possa dire e pensare il contrario di quanto dico e pensi io.
      Meditate gente meditate

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    3. Voltaire? chi quello che odiava i negri?

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  9. Quello che non viene detto mai è che solo ed esclusivamente chi veniva schedato poteva avere diritto a questi "provilegi" Tutti gli altri venivano lasciati morire di fame. Quindi, di fatto, il merdolini non ha creato nulla. Tra l'altro queste norme sono state copiate pari pari dalla Russia che già le aveva. Ma si sa che i fascisti hanno sempre copiato dai comunisti e gli hanno dato la colpa di tutto ergendosi a salvatori della patria quando nel reale se ti vendi al nemico sei un traditore....

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  10. un testo storico che tende a sminuire il lavoro del fascismo in favore di chi ..della sinistra....
    l'analisi storica è abbastanza precisa, ed indica che il percorso normativa ha seguito un iter legato ad eventi sociali di una certa importanza.. l'unita economica dell'Italia, la prima guerra mondiale, la crisi economica del 29 ..la seconda guerra mondiale... ecc ecc..

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  11. IL FATTO E,NON SI PARLA DI UOMINI DIBUONA VOLONTA CHE HANNO DATO VITA A QUESTI DIRITTI ,MA DI GUERRA FONDAI CHE CON FORTE PROTAGONISMO NE FANNO IL PROPIO MERITO

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  12. Cercando una breve descrizione sulla nascita del sistema pensionistico, ho trovato questo sintetico articolo che ha soddisfatto la mia curiosità. Poi sono passato ai commenti in calce che si sono rivelati critiche, battibecchi e altre questioni che lascio agli autori degli stessi; mi sono perquindi divertito a constatare le date dei "botta e risposta" a distanza di 2/3 anni. Io fra 10 minuti non mi ricorderò nemmeno di avere scritto un post su questo sito, non capisco come si possa rispondere dopo 2 anni.
    Saluti a tutti e godetevi la vita
    Alessandro Michele Andrea

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    1. stavo pensando la stessa cosa.

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